Articolo a cura di Federico Pizzileo 🇬🇧 La figura del drago è sempre stata oggetto di fascino nella mente del popolo europeo ed euroasiatico. Durante il tredicesimo secolo, in Islanda, questo simbolo consisteva non solo in una visione puramente immaginifica dell’uomo, ma in una vera e propria creatura che conteneva in sé pura conoscenza.  Lo si può notare in analisi di saghe come Þiðreks saga af Bern e Þáttr af Ragnars sonum, in cui l’intento di utilizzo letterario di questa figura prevale notevolmente, molto più rispetto altri testi più nebulosi come la Brennu-Njáls saga. Ma l’immagine del drago risale già a molto tempo prima. In epoca classica, Omero lo cita come animaleContinua a leggere…

🇬🇧 Per comprendere bene questo passaggio mitologico di notevole importanza per la stregoneria scandinava, ripartiamo dalla concezione dell’hamr come una delle parti che compongono l’anima (1). Hamr è il corpo astrale. È la consapevolezza e capacità di apprendere attraverso la mutazione corporea. Boyer afferma che Hamr è “la forma interna che sposa intimamente l’involucro corporeo […] questa forma cava di cui le nostre apparenze sono l’espressione visibile” (2). Per alcune streghe, staccarsi dal proprio corpo rappresenta un atto stregonico unico in Europa del Nord, dove la forma di sdoppiamento come atto sciamanico di assoluto controllo, permette di liberarsi dallo spazio e dal tempo (3). Sempre secondo Boyer, è più corretto parlare diContinua a leggere…

Articolo a cura di Irene Benetti 🇬🇧 L’attività di ricerca è fondamentale per noi perché valorizza l’atto del ricordo, restituendogli concretezza storica ed archeologica. Lo studio del fil rouge che lega la nostra tradizione scandinava alla tradizione orientale è l’obiettivo di questo articolo, primo di una serie che ne prenderà in considerazione i collegamenti e le similitudini. Il viaggio inizia in Cina, la cui complessa storia si articola in cicli dinastici.Le prime tre dinastie furono la dinastia Xia (2017 – 1600 sec. a.C.), la dinastia Shang (1675 – 1046 a.C. ) e la dinastia Zhou (1122-222 a.C). Delle prime due, inizialmente considerate semi-mitiche, ne abbiamo testimonianza archeologica grazie alla dinastia Zhou eContinua a leggere…

🇬🇧 Nell’antica Grecia esisteva un tipo singolare e specifico di demone vampirico noto come Lamia. Il suo nome era usato nelle prime versioni della Bibbia per significare “gufo stridente” e “mostro marino”. Si diceva che fosse una creatura mostruosa che ogni notte si nutriva esclusivamente di carne e sangue di bambini. Ci sono un certo numero di esseri vampirici, creature, revenant e simili nei tempi antichi che condividono il nome Lamia, il quale si traduce come “pericoloso squalo solitario”. Nella mitologia greca Lamia nacque figlia del re di Libia, Belus. Per la sua bellezza, divenne amante del dio Zeus. Quando sua moglie, la dea Era, lo scoprì, rubò i figli di Lamia.Continua a leggere…

🇬🇧 La prima edizione del Kalevala apparve nel 1835, curata da Elias Lönnrot sulla base dei poemi epici popolari che aveva raccolto in Finlandia e in Carelia. Quando il Kalevala apparve per la prima volta in stampa, la Finlandia era stata un Granducato autonomo sotto la Russia per un quarto di secolo. Prima di questo, fino al 1809, la Finlandia faceva parte dell’impero svedese. Il Kalevala ha segnato un’importante svolta, ha portato un piccolo popolo sconosciuto all’attenzione di altri europei e ha rafforzato la fiducia in se stessi e la fede dei finlandesi nelle possibilità della lingua e della cultura finlandesi. Il Kalevala iniziò a essere chiamato l’epopea nazionale finlandese. Elias LönnrotContinua a leggere…

🇬🇧 Le origini del cuneiforme possono essere fatte risalire approssimativamente alla fine del IV millennio AC. A quel tempo i Sumeri abitavano la Mesopotamia meridionale e la regione a ovest della foce dell’Eufrate conosciuta come Caldea. Sebbene non ne consegue che siano stati i primi abitanti della regione o i veri ideatori del loro sistema di scrittura, è a loro però che furono attestate le prime tracce di scrittura cuneiforme. I primi documenti scritti in lingua sumerica si ritrovano in tavolette pittografiche provenienti da Uruk (Erech). Tale scrittura era in grado di esprimere solo le idee di base, attraverso un simbolo, dove le nozioni numeriche venivano rese facilmente dall’uso ripetuto di trattiContinua a leggere…

🇬🇧 Sempre attraverso una ricerca di Colin Peter per l’università di Glasgow (¹) cerchiamo di estrapolare una serie di concetti che serviranno nella nostra personale ricerca per la ricostruzione del pensiero proto germanico e germanico. Richard North (1991) ha sostenuto che i resti del sistema concettuale proto germanico, possono essere rilevati nell’inglese antico e nell’antico norvegese-islandese e forniscono un modo per interpretare le sfumature dei concetti mentali in queste lingue. Tali informazioni aggiuntive sarebbero chiaramente di grande beneficio nell’interpretare la visione del mondo degli oratori di antico inglese e antico norvegese-islandese; ci aiuterebbero a confrontare il loro sviluppo dal loro antenato comune. Per valutare e comprendere lo schema ricostruito da Colin Peter,Continua a leggere…

🇬🇧 Lo studio dei segni, osservati nel mondo fisico e sociale che spesso indicano la volontà di agenti soprannaturali e possibilità di prevedere eventi futuri, è stato senza dubbio la fase più importante in tutte le culture antiche. Una delle prime prove scritte per un concetto di segno, inteso come sopra, tuttavia, proviene da testi cuneiformi dell’antica Mesopotamia.Lo studio dei segni degli dei è stato di vitale importanza per gli antichi Mesopotamici nel corso della loro storia. Importanti riferimenti li abbiamo con Amar Hannus, dell’Università di Chicago¹ dove in un suo trattato sui segni e simboli ci lascia una chiave di lettura davvero interessante. Tra i primi esempi di divinazione celeste siContinua a leggere…

Articolo di Federico Pizzileo 🇬🇧 «Vedere il mondo in un granello di sabbia, e il paradiso in un fiore selvaggio, Tenere l’infinito nel palmo della mano E l’eternità in un’ora» (William Blake, “A World, A Heaven, The Eternity”) Partiamo da un assioma che dovrebbe ormai essere ben chiaro a tutti i politeisti e non: il tempo non è come ce l’hanno voluto far credere. Il tempo non è lineare, non inizia in un punto specifico e non finisce in un punto specifico, ma anzi è circolare, forse potremmo dire spiroidale. Ecco il primo presupposto del Mito, che in qualsiasi epoca e società si è evoluto ha sempre mantenuto tale caratteristica. Il Tempo.Continua a leggere…

Articolo a cura di Marco Bonora, Federico Pizzileo e Valentina Moracci Quando si parla di “Mito” si parla di racconti. I soggetti principali dei quali risultano essere Eroi del passato, Antenati, Spiriti o Divinità.  Questi racconti a seconda della persona a cui se ne chiede opinione, ricevono significati più o meno profondi. Se si disquisisce di “Mito” con individui senza nessuna propensione sacrale, si sentirà descriverli semplicemente come racconti a sfondo fantastico-favolistico creati dai popoli antichi per dare spiegazioni di cose a loro sconosciute, come per esempio i fenomeni naturali o la creazione del mondo. Qualora invece se ne discuta con individui propensi a un certo tipo di filosofia, e\o attivi inContinua a leggere…