Oggi ci troviamo in compagnia di Ylenia Oliverio, presidente dell’associazione “Il Bosco di Chiatri” e soprattutto della sezione “Vanatrú Italia”, incentrata sullo studio e sulla divulgazione dell’antica tradizione cultuale e ritualistica norrena, in particolar modo delle correnti Seiðr e, appunto, Vanatrú. Pochi giorni fa è uscita l’intervista di Marco Maculotti al Presidente dell’associazione: Ylenia Oliverio. I temi trattanti, neanche a dirlo, riguardano il Vanatrú, ma per poterne visionare il materiale, vi rimandiamo al sito della rivista di studi antropologici e del sacro AXIS MUNDI tramite questo link.Read More →

Articolo a cura di Federico Monte. Illustrazione a cura di Arjen Lantis. Alcune fonti epigrafiche ci portano a pensare che culti femminili fossero interamente di dominio domestico, isolato, legato a zone periferiche. Ma se indaghiamo bene, tenendo presente che molto di ciò che arriva a noi è decontestualizzato dalla forma mentis cristiana, potremmo notare che la figura femminile aveva ampio spazio nelle forme religiose di culto pubblico. Spesso si accostano i culti femminili alla figura di Freyja, la signora Vanidis, il che è già un potente richiamo alla nobiltà, poiché in antichità era un culto elitario, spesso legato alle donne dei ranghi più alti. SeRead More →

Articolo a cura di Chiara Conte. L’albero nella mitologia nordica è inteso come sostegno del mondo. Infatti, i suoi tre componenti (radice, tronco, rami) possono essere paragonati ai tre strati dell’essere, ovvero luce, calore e siccità – opposti e complementari a buio, freddo e umidità. Le radici scavano il sottosuolo, il tronco è legato alla vita del mondo di superficie, i rami si elevano verso il cielo. Nel mondo nordico l’albero cosmico è di rilevante importanza. Sono stati fatti studi sulla base di reperti archeologici, tra cui incisioni rupestri che rappresentavano alberi su navi, segni della sua sacralità (per gli slavi e i lapponi rappresentavaRead More →

Articolo a cura di Luca M. Valentini.Illustrazione a cura di Arjen Lantis. Fin dai tempi antichi il mare è stata una delle maggiori vie utilizzate dall’uomo per gli scambi commerciali, gli spostamenti e per la sussistenza. Si è sempre cercato nelle varie culture una deità che preservasse la vita dei naviganti e che ne garantisse l’incolumità durante le varie traversate marittime, sia a scopo di invasione che a scopo di traffici vari. In ambito protogermanico la divinità tutelare, addetta proprio alla protezione durante questi spostamenti era Nehelennia o Nehalennia. La sua adorazione era maggiormente concentrata nell’attuale zona dei Paesi Bassi e nella Germania del Nord, inRead More →

The text of the Völuspá encompasses much of the witchcraft practice of Vanatrú. The song, referring to the logos of terms such as Góð and Ragnarök, compresses in a few esoteric verses the generating, destroying and receiving act of the new era typical of the Vanatrú tradition. In Völuspá the Völva remembers and foresees. To see becomes spá linked above all to the act of vision during one of the descent shamanic practices. Full of memories. The völva is spá / kona (seer) but it is also vísinda / kona (woman of science). We never find the word “spá” within the song, but the termRead More →

Today we want to introduce a video-article and a research work exogenous to the association, but which we believe to be significant from several points of view. Created by Arith Härger, a leading archaeologist and scholar of the international heathen landscape, this examination promises to provide a conceptual structure rich in specific notions that shed light on the deities linked to Mother Earth in the Germanic and pre-Christian context. In addition to his painstaking work, we also underline his presentation and quotation from Vanatrú Italia (which you can find starting at 01:06). So that his splendid words reserved for our research work will never beRead More →

Quest’oggi vogliamo presentarvi un video-articolo e lavoro di ricerca esogeno all’associazione, ma che reputiamo sia significativo sotto diversi punti di vista. Realizzata da Arith Härger, archeologo e studioso di spicco del panorama eteno internazionale, questa disamina promette di fornire una struttura concettuale e ricca di nozioni specifiche che gettano luce sulle deità legate alla Madre Terra in ambito germanico e pre-cristiano. In aggiunta al suo lavoro così certosino che contraddistingue il suo operato, sottolineiamo anche la sua presentazione e citazione del Vanatrú Italia (che potete trovare a partire dal minuto 01:06). Affinché le sue splendide parole riservate al nostro lavoro di ricerca non vengano maiRead More →

Articolo a cura di Federico Pizzileo. In tutta l’Europa Antica le maschere hanno avuto un’importanza fondamentale a livello rituale, anche nel caso di messe in scena teatrali (vedi l’Antica Grecia), che pur sempre rappresentano una metodologia interessante. A differenza di altre aree del nostro territorio, la scoperta di resti simili non è attestata in grandi quantità, ma ci sono alcuni elementi (in particolare due) che possono essere di sicuro interesse. Maschera di Middelstum-Boerdamsterweg Il primo è la maschera di Middelstum-Boerdamsterweg, trovata in Olanda e realizzata in ceramica. La sua datazione risala al 500 BC circa, e nonostante il suo utilizzo preistorico sia incerto, la maggiorRead More →

Articolo a cura di Alessio Pellegrinetti. Il serpente compare da sempre nelle raffigurazioni di tutta Europa con un simbolismo ricco e variegato.Di grande aiuto per l’analisi di questa figura è stata la ricerca dell’archeologa lituana Marija Gimbutas che, attraverso lo studio di numerosi reperti, è riuscita a ricostruire gli antichi culti Europei legati alla figura della Grande Dea Madre. Secondo i suoi studi, durante le epoche preistoriche del paleolitico e del neolitico, la fede in una divinità femminile come creatrice della vita rispecchia il sistema matrifocale che probabilmente esisteva in quelle epoche, così la Dea diventa essa stessa la terra e la natura, epitome delRead More →