Articolo di Federico Pizzileo 🇬🇧 «Vedere il mondo in un granello di sabbia, e il paradiso in un fiore selvaggio, Tenere l’infinito nel palmo della mano E l’eternità in un’ora» (William Blake, “A World, A Heaven, The Eternity”) Partiamo da un assioma che dovrebbe ormai essere ben chiaro a tutti i politeisti e non: il tempo non è come ce l’hanno voluto far credere. Il tempo non è lineare, non inizia in un punto specifico e non finisce in un punto specifico, ma anzi è circolare, forse potremmo dire spiroidale. Ecco il primo presupposto del Mito, che in qualsiasi epoca e società si è evoluto ha sempre mantenuto tale caratteristica. Il Tempo.Continua a leggere…

Articolo a cura di Marco Bonora, Federico Pizzileo e Valentina Moracci Quando si parla di “Mito” si parla di racconti. I soggetti principali dei quali risultano essere Eroi del passato, Antenati, Spiriti o Divinità.  Questi racconti a seconda della persona a cui se ne chiede opinione, ricevono significati più o meno profondi. Se si disquisisce di “Mito” con individui senza nessuna propensione sacrale, si sentirà descriverli semplicemente come racconti a sfondo fantastico-favolistico creati dai popoli antichi per dare spiegazioni di cose a loro sconosciute, come per esempio i fenomeni naturali o la creazione del mondo. Qualora invece se ne discuta con individui propensi a un certo tipo di filosofia, e\o attivi inContinua a leggere…

English version here I fenomeni della morte e tutti gli altri eventi comuni nella vita quotidiana, hanno dato luogo a speculazioni sul mondo invisibile, che hanno gradualmente portato a una distinzione, anche se lieve in ogni momento, tra spiriti buoni e spiriti cattivi. Questa divisione in epoca cristiana ha trovato terreno fertile, così come in tutte le fedi monoteiste, che hanno speso e coltivato il seme dell’ignoranza, opprimendo culture e realtà storicamente antecedenti. La magia, l’astrologia e la stregoneria sono diventate di moda negli ultimi tempi, a causa dei movimenti new age e neopagani che hanno aiutato sì, ma anche sporcato l’arte occulta. L’appello del misterioso e dell’occulto al pubblico contemporaneo, haContinua a leggere…

Articolo uscito originariamente su Alb Italia Il viaggio alla riscoperta della vera essenza del Drago è un’esperienza scomoda per molti e terrificante per la maggior parte delle persone.Mostra gli aspetti di se stessi nella maniera più cupa, aspetti spesso che preferirebbero non riconoscere.Ma la conoscenza di sé e l’autointegrazione sono le uniche vere chiavi per farlo.L’Universo come lo definisce Kelly è una magnifica arena di gioco in cui il Sé può esprimere e sviluppare la propria essenza, unica e indissolubile, in un ciclo in continua espansione di Rimanifestazione. Questa manifestazione ciclica apre le porte ad un concetto fondamentale, quello dei Ragnarök.La prima cosa che l’Iniziato impara nelle tracce del testo Apophis diContinua a leggere…

Articolo originariamente uscito su Alb Italia. Az (Avarizia) e Niyaz (Volere), come descritte nelle opere Medio Persiane del Manichee e nello Shahnameh di Ferdowsi, sono i demoni più potenti e distruttivi. Sono custodi del sapere archetipale.I nomi di questi demoni sono menzionati nelle fonti zoroastriane, zurvanite e manichee; nella maggior parte dei casi sono stati indicati come una coppia di esseri soprannaturali strettamente collegati tra loro.Nei suoi aspetti mitologici e religiosi, Az rappresenta sempre la gola e l’insaziabilità, al contrario di XVarsandih (Contentezza), agendo insieme a Niyaz.Az nei giovani testi avestani è indicato più volte ed è l’avversario di Atar (il nome del Dio del Fuoco, figlio di Ahura Mazda). Nei testiContinua a leggere…

Articolo a cura di Federico P. Esiste oggigiorno una concezione assai distorta che aleggia tra i neopagani, e che ricade nella visione collettiva anche sui pagani, sugli eteni. Mi riferisco alla concezione della relazione tra uomo e natura, rifacendosi a tempi antichi. C’è infatti un’idea molto comune secondo cui, tutte le popolazioni scandinave – e per estensione germaniche – abbiano avuto un tipo di romantica connessione con la natura, quindi con i laghi, le foreste, la flora e la fauna. Oggigiorno, molti neopagani infatti portano avanti una concezione di “ritorno” verso forme passate di quella che loro chiamano “armonia”. Peccato che non esiste(va) nulla di tutto ciò. Sicuramente in passato le tribùContinua a leggere…