Rune e Necromanzia – il Familio del Vanatrú

 

Le Rune sono una forma pensiero che nasce da idee e diventa archetipo. Il loro utilizzo dev’essere sempre più cauto e marginale, per chi non opera in ambito occulto, in quanto non possiamo nascondere la trivalenza esoterica delle Stesse nel loro intrinseco significato diritto, speculare e inverso, eppure, spesso nascono corsi e gruppi dove si materializza l’utilizzo della singola Runa.

Questa viene espropriata dalle trivalenze innate e associata a mera attività meditativa collegata a forme astrologiche, energetiche e planetarie di dubbia natura.

Quello che si cerca di affermare, con forza, è la necessità dell’utilizzo runico esclusivamente in ambito stregonico europeo, oscurando le infamie proposte da soggetti definitosi erroneamente *neopagani*.

La Strega di tradizione europea può arrogarsi l’utilizzo della magia runica a scopi ad essa ben definiti, poiché esponente sostanziale della fazione ethena europea sia nella pratica del seiðr, sia nelle attività sciamaniche di matrice esclusivamente Necromantica, sia nella forma di culto Vanatrú.

L’ethenismo non è una fede, ma una tradizione composta da vari culti tradizionali che riprendono la fetta esoterica del Nord Europa, arcaica e spoglia da forme abramitiche. L’ethenismo è politeismo. Ed è qui che la pratica necromantica della Strega affonda la propria manifestazione.

La Strega vanica, o Strega di tradizione europa affina sempre più le sue pratiche necromantiche con utilizzo runico non solo per «marchiare» le case e gli oggetti di proprietà, ma anche per alimentare l’ultilizzo di familii e compagni, deceduti e portati in «vita» ai tre livelli di stadio eterico per fornirne aiuto e protezione per la propria Stirpe, e per la creazione d’oggetti votivi elaborati.

Il familio di cui si parla nei procedimenti post moderni e nelle «fantomatiche» stregonerie di impurità abramitico cristiana, non è da considerare una realtà stregonica, poiché priva di fonte storica e storiografica attendibile. Il familio della Strega, non è un animale in vita (come ci testimoniano molti scritti contemporanei che trovono origine nella wicca), ma bensì un essere nato dalla creazione necromantica della Strega, marchiato (per definire la proprietà, come si faceva con i marchi che ci rimandano alla vecchia Europa), e segnato da Rune.

Il familio è il reale prodotto del seme runico.

A convalidare la nostra tesi, abbiamo un’infinità di testimonianze, soprattutto se  scaviamo nei meandri più oscuri della nostra Europa. Nelle pagine delle nostre opere scritte, troverete molta testimonianze storiche.

Dal folk islandico il Tilberi o Snakkur, arriva a noi come creatura magica, realizzata esclusivamente da donne su nervature di morti, costole e un mucchio di lana. Esso veniva utilizzato per sottrarre il latte, e per difendere la sua *signora*.

Il nostro lavoro è associato con la regione isolata del Strandir nei Fiordi occidentali, ed i racconti sullo stesso utilizzo sono dilaganti nel folklore della zona, e si espandono in tutta l’isola madre.

La pratica completa è riportata nel nostro secondo volume.

L’anima del familio accompagna la Strega dei Vani nella sua vita terrena, prendendo fede all’Hamimgja, legandosi all’Orlg della Strega stessa, che lo ha aiutato raccogliendo la sua sofferenza e rendendendo la sua morte non vana.

 

Per approfondimenti:
Laugrith Heid, La Stregoneria dei Vani, Anaelsas edizioni.
Laugrith Heid, Kindirúnar, Le Rune della Stirpe, Il Grimorio Necromantico, Anaelsas edizioni.
Laugrith Heid, Rún, i tre aspetti di una Runa, Anaelsas edizioni.

 

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