Il Sé dell’avversario

Articolo uscito originariamente su Alb-Italia

“Si critica la religione per i suoi insegnamenti arcaici che sono patriarcali e dogmatici, per il suo imporre regole dall’alto, il suo essere gerarchico, affidando la propria autorità a sacerdoti, vescovi e clero, ed essendo generalmente istituzionale, rendendosi ristretta, rigida, prescrittiva e meno attraente.

In realtà, stanno criticando la possibilità di seguire delle regole e dei dogmi dettate dalle monoteiste.

Si rivolgono al concetto distorto della religione. Inoltre, nella classificazione della religione, il programma dicotomico di polarità e separazione è stato utilizzato in modo dannoso, separando così il sacro dal profano. Il rischio di questa confusione è la possibilità di dissacrare la spiritualità e renderla lontana dal suo obiettivo, avvicinandola allo stesso Principio di Annullamento.

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L’idea di “religione” per il popolo scandinavo, per esempio, non si allinea a quella più diffusa nell’immaginario collettivo, secondo la quale essa dovrebbe consistere nell’imposizione di dogmi, ma si adatta alla definizione più generale di religione in quanto modello storico e antropologico di un popolo con grande legame a realtà tribali, che propone uno specifico sistema di relazioni con il divino.”

Partendo dal nostro articolo, che cerca di evidenziare il dannoso concetto di religione nato dalle monoteiste, del danno delle nuove forme di ateismo che privatizzano la spiritualità spogliandola del sacro, cerchiamo adesso di “ripulire” il suo antico concetto legato alle pratiche connesse al nostro culto.
Come già affrontato, la stregoneria scandinava di nostra pertinenza, approccia a una Rivoluzionaria intuizione. Questa forma di recupero delle pratiche porta a un argomento che apre alla forma di deumanizzazione dell’essere umano.
Essere strega si connette essenzialmente a questa forma di ragionamento intuitivo che trova una perfetta sincronizzazione nello studio di M.W. Ford sul luciferismo.

La religione intesa come la monoteista crea un sistema di paura e angoscia che sottomette l’essere umano per portarlo a una sorta di status/gregge. Termine che anche in questo periodo sta prendendo forma tra le parole che sono rientrate nel quotidiano.
Per il popolo scandinavo non esiste la divisione dualistica del bene e del male. Non esiste un dio di solo bene né uno di solo male, ma esiste un continuo e costante ricercare la perfezione di un gioco di equilibrio e di ricerca tra necessità e desiderio di unione di opposti.

Questa nostra ricerca si trova esplicata nei nostri volumi e sfocia nella visione innovativa dei Ragnarök.
Un vanatrúar è sempre alla ricerca dei Ragnarök che possano generare trasformazione che ha incipit tra caos e ordine…distruzione e creazione. Una costante ricerca del principio di equilibrio tra fuoco e ghiaccio quali cardini della stregoneria scandinava e di ricerca del sé interiore e deumanizzato attraverso i processi di pratica estatica, connessa alla tipica forma della trance attiva propria della necromanzia europea e del Fjölkyngi.

Agganciandosi a questa intuizione, Ford ancora prima di noi ha innescato una forma di luciferismo del tutto innovativo che è connesso alle pratiche pagane europee che trovano un forte riscontro nelle nostre ricerche: il concetto di religione del Sé.

Tutti gli esseri umani hanno un Sé, cioè sono in grado di guardare indietro a se stessi sia come soggetti sia come oggetti nell’universo. Il cristianesimo vede il Sé negativamente, distorto dal peccato: “Il cuore è ingannevole sopra ogni cosa e disperatamente malvagio; chi può saperlo?“ (Geremia 17: 9).

Secondo lo psicologo James Marcia, l’identità (processo del Sé) deriva da opinioni sia politiche sia religiose.Marcia ha anche identificato l’esplorazione e l’impegno come parti interattive della formazione dell’identità, che include l’identità religiosa.
In realtà, per il popolo pagano europeo (eteno) la ricerca del Sé e del “significato ultimo” si ha attraverso una comprensione indipendente del Sacro.
La ricerca viene interiorizzata attraverso la sublimazione della natura e dei suoi processi. Dentro questo processo si innesca il popolo Vanico, che viene introdotto attraverso un sistema di archetipi che verranno solo successivamente sacralizzati attraverso il folköi.

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Ylenia Oliverio
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Fondatrice e docente dell'Accademia Vanatrú Italia.

Laureata in Filosofia e Storia, Master post Laurea in Beni Archeologici, Master in Preserving and Increasing Value of Cultural Heritage, conseguito a Roskilde (Copenaghen), ulteriore integramento post Laurea.

Archeologo da oltre 13 anni, specializzata in scavo dei cantieri urbani, ha incentrato la sua attenzione verso i culti dell’Europa del Nord e dell'Euroasia durante la sua permanenza nel Canton Ticino per stages formativi al Centro Studi Internazionali Luganesi.

Svolge attività di formazione e informazione, in Italia e in Europa, per la promozione, divulgazione e rivalutazione del Culto Vanico, del Paganesimo puro e degli Antichi Culti dell’Europa ed Euroasia.

Il primo incontro con la Stregoneria Tradizionale è avvenuto nel 1990.

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