Stregoneria Europea: le streghe in Slovenia. Parallelismi.

La tradizione popolare slovena è ricca e diversificata nelle pratiche magiche. Secondo alcune antiche fonti, i maghi e le streghe erano creature potenti e demoniache connesse a kresnik, adorato tra la popolazione slava delle Alpi Orientali, probabilmente è la stessa divinità Svarožič, figlio del dio del sole slavo (Svarog), benandant, vedomec, lamia, ecc. 

La strega era spesso un’insegnante, da lei si potevano apprendere le arti occulte, da lei venivano lavorati bastoni, corna di capra, e soprattutto campane.

Quest’ultime di grande potenza occulta se prelevate da una specifica area sacra.

La strega, era uno sciamano vero e proprio, era di solito una persona chiave della società, si ritiene che la tradizione stessa di questo tipo di stregoneria era incentrata sul  kresnik “protettore del clan”. Molte invocazioni erano infatti per proteggere l’umanità dal male che minaccia l’esistenza. Secondo fonti folcloristiche, lo stesso Dio delle streghe, kresnik, combatteva spesso i maghi e le streghe malvagi. (Concezione Cristiana del bene e male)

Volare e incontrare spiriti, per questa tradizione, è generalmente inteso come viaggio stregonico che permetteva di muovere atti di necromanzia, poiché in questi viaggi si incontravano spesso i morti. 

Racconta sempre il Folk che le streghe vanno a ballare su Klek o su qualche altra montagna, ad esempio Slivnica, Grintavec, Rogaška. 

Era diffuso che a mezzanotte le streghe volassero su queste montagne piene di ginestre e di betulle e si radunassero tra alberi di nocciolo dove a volte venivano percepite, dagli abitanti, come luci brillanti. 


Nel luogo in cui si estende oggi la catena montuosa Klek, il dio Volos pietrificò il gigante Klek.
Prima di essere pietrificato, Klek giurò che un giorno si sarebbe svegliato e avrebbe cercato vendetta. 

Luogo di giganti, luogo di streghe.

Ai piedi del Klek scorre il fiume Dobra, che gli antichi credevano fluisse dalle vene del gigante (forte simbologie che legano alla nostra tradizione cosmologica).

Durante le notti di tempesta, le streghe di Klecka si riuniscono per cercare di svegliare il gigante dal sogno centenario e ridare vita alla sua vendetta.



Le streghe avevano sempre un assistente che veniva evocato spesso ad incroci o cerchi particolari durante la mezzanotte. Era usanza credere che le streghe danzassero nei turbini o che le stesse raffiche di vento le trasportassero, causando spesso grandine.

Come accade in tutta la tradizione europea, anche in Slovenia si riteneva che streghe e maghi usassero la loro magia per cambiare il tempo – evocare o prevenire grandine, temporali o forti venti. 

Spesso la concezione strega / modificatore del tempo metereologico era l’essenza di tutte le pratiche europee e nord europee. Lo stesso avveniva per le arti necromantiche completamente diverse da quelle del resto del mondo.

Secondo fonti principalmente più antiche del folk, eseguivano la magia imitando il fenomeno naturale il lino, ad esempio, rappresentava nebbia o nuvole, un fiammifero abbagliante, il sole cocente, ecc.

Si riteneva che anche gli stregoni sloveni fossero in grado di rendere le vacche sterili o causare malattie nelle persone e negli animali stessi. Esattamente come avveniva nella tradizione scandinava.

Se gli stregoni seppellivano qualcosa vicino ai campi, questi non producevano raccolti, i vigneti venivano danneggiati, soprattutto se ad essere sepolto era l’argento.

Altra similitudine con la tradizione dei Vani ed il restante versante euroasiatico che stiamo affrontando negli ultimi seminari.

Per approfondimenti: 

Laugrith Heid, La Stregoneria dei Vani, Anaelsas edizioni.

Laugrith Heid, Kindirúnar, Le Rune della Stirpe, Il Grimorio Necromantico, Anaelsas edizioni.

Laugrith Heid, Rún, i tre aspetti di una Runa, Anaelsas edizioni.

Laugrith Heid, Helvíti Svarturgaldur, Manuale pratico di Opera Necromantica Nord Europea, Anaelsas edizioni.

Laugrith Heid, Tröld*R: il Fjölkynngisbók. Magia, Stregoneria e Folk Nord Europeo, Anaelsas edizioni.


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