Il tempo ed i Destini nel mito europeo. Il pozzo degli Jötnar

La percezione europea del tempo ha un ruolo interattivo ed influente, dove azioni e reazioni ruotano costantemente e ciclicamente. 

Dove il Passato influenza direttamente il Presente, proprio come il Presente influenza o forma direttamente un Passato in continua crescita. Qui, concetti come Wyrd ed Örlög. Qui si intersecano tra loro in continua crescita e in continua espansione. 

Ma cosa sono questi due aspetti? Il mito scandinavo ci fornisce il fondamento della loro comprensione, che risiede nelle saggezze cosmologiche criptate e conservate.

Su questa tematica é interessante la testi di ricerca di J. Coulter che apre con la specifica deduttiva del tempo e della concezione del wyrd come pozzo contenitore dei destini.

Dalla Völuspá:

19. So che un frassino s’erge Yggdrasill lo chiamano alto albero lambito di bianca argilla. Di là viene la rugiada che piove nelle valli si erge sempre verde sopra la sorgente Urðarbrunnr.
20. Da quel luogo vengono donnedi molta saggezza,tre, da quello spazio che sotto l’albero si stende. Ha nome Urðr una, Verðandil’altra-sopra una tavola incidono rune – Skuld quella ch’è terza; Queste decidono il destino, queste scelgono la vita per i viventi nati, le sorti degli uomini.

 E dal Grímnismál (st. 26)

Eikþyinir si chiama il cervo che si erge sulla sala di Herjaföðf e bruca le fronde del Læraðr. Dalle sue corna scivolano gocce in Hvergelmir, dalle quali prendono ogni il via le acque di ogni via.

 Eikþyinir viene chiamato il cervo che si trova sulla sala di Herjaföðf e mangia dalle membra (foglie) dell’albero maestro; dalle sue corna hanno vita le acque nel grande pozzo dell Hvergelmir, questa la chiave di lettura che ci conduce nella rielaborazione dei concetti criptati ed al tempo cosmico che si relazione nei termini wyrd ed örlög. Vediamo perché esaminando i tre pozzi:

 Urðarbrunnr si trova nelle radici dell’Yggdrasill. 
Su questo pozzo ed il suo legante evolutivo vi consigliamo il seguente articolo http://vanatru.it/486-2

Hvergelmir a Nebulhei, Niflheimr ed il terzo, Mímisbrunnr, si trova al Rîsi degli Jötnar primordiali.

Tutti e tre agiscono in accordo l’uno con l’altro, anche se non necessariamente e non continuamente, poiché ogni rispettivo pozzo ha una certa funzione o proprietà peculiare fine a se stesso.

Secondo Anthonijsz, se consideriamo alcuni termini riconosciuti riguardanti il concetto di Coscienza, e poi guardiamo indietro al mito e alla saggezza, possiamo vedere che sebbene potrebbero non aver usato la stessa terminologia, la comprensione del suo funzionamento si può osservare come pensiero psicologico tradizionale che si muove seguendolo nei tre livelli principali:

Conscio: la sede dei nostri pensieri logici e della consapevolezza di sé;

Inconscio: da cui provengono desideri ed emozioni insieme al comportamento abituale;

Il Sé Superiore: quella parte di noi che ha “saggezza perfetta” e dove risiede la scintilla del divino.   

Alla stessa maniera il tutto ci ricollega alla teoria Hegeliana, usata nella nostra ricerca demonologia:

In sé (conscio)

Per sé (conscio in relazione alla realtà esterna a sé)

Fuori di sé (il prodotto di entrambi che ritornano nella percezione demonologica, dentro il proprio atto conscio).

Urðarbrunnr È atto in sé, conscio.

 Hvergelmir è il più antico dei tre. È la fonte dei fiumi primordiali che scorrevano da Nebulheim in Ginentigruba (Ginungagap) ovvero all’alba della creazione. Il nome di Hvergelmir è formato da  Hver – bollitore e gelm (da giellan anglo): ruggire. Il calderone ruggente

Hvergelmir possiede le origini delle acque primordiali che si muovono verso l’alto, verso altri aspetti del cosmo; è la fonte dello slancio verso l’alto che si trova anche all’interno di quei componenti che incarnano il tutto collettivo. Hvergelmir si nutre direttamente di movimento prestando la stessa potenza o forza necessaria per generare “divenire”. È la sorgente da cui le acque della vita e della forza generativa muovono il flusso. È Idea per sé, inconscio

Mímisbrunnr. Questo pozzo è chiamato con il nome del Gigante che lo protegge e che ha potere su di esso, Mimir. Teoricamente, quando pensiamo a un pozzo, spesso ci rimane quell’immagine mentale di acqua stagnante di qualche sorgente, alcune piuttosto inattive o “cosa” statica. In realtà non è affatto una fonte di acqua stagnante o stagno inattivo da cui si attinge semplicemente, la loro acqua è invece una sorgente attiva, una fontana naturale, una riserva permanente. 

È il pozzo dell’essere e divenire, Mímisbrunnr, è il Pozzo della Memoria che contiene la “Coscienza totale”. All’interno di questo livello / aspetto è conservata l’essenza dell’ur, e il deposito di tutte le saggezza e conoscenza primordiali. Proprio in questo livello che le azioni influenzano ciò che prenderà forma nell’Essere. Questi sono i livelli, sono l’essenza dell’ölög.

 Il termine Örlög/Urlag, è un composto di ur (che indica qualcosa di primordiale) e lag (law o letteralmente, layer, da OHG leggan: sdraiarsi, stendersi) e indica uno strato primordiale.

“Gli anglo-norvegesi, ci ricorda T. Burton, usavano una metafora complessa che ruotava attorno a un pozzo, un albero, l’acqua e tre sorelle. Fondamentalmente, le nostre azioni cadono dalle foglie dell’albero come gocce di rugiada. Alcune cadono a terra e si perdono, altre cadono dall’albero nel Pozzo di Wyrd e si mescolano nelle acque di questa sorgente spumeggiante e naturale.

Successivamente, le Tre sorelle chiamate le Norne, raccolgono l’acqua fangosa. Quindi, dopo aver eseguito rituali specifici, innaffiano l’albero. Attraverso questo processo, azioni potenti alimentano l’albero della vita. Questo albero contiene tutto, gli dei, l’universo e noi.

Attraverso il rituale di Sumbel e costruendo abitudini di azioni ripetute, possiamo depositare le nostre azioni nel Pozzo di Wyrd e da lì possono formare strati, plasmando il nostro Örlög.

Il mito anglo-norvegese come il resto del mito europeo specificava di poter plasmare il futuro ponendo azioni nel Pozzo di Wyrd che veniva usato per nutrire e irrigare l’albero del mondo, che cresceva e conteneva tutte le cose nel cosmo.
Agganciando questa teoria possiamo dedurre che il wyrd altro non è che il pozzo da cui si diramano e si muovano i tre pozzi che lavorano i destini ed il tempo cosmico nella fitta rete ancestrale dell’örlög.

Mímisbrunnr contiene l’idea fuori di sé che torna in sé. In questo pozzo abbiamo gli atti che hanno una sorta di profondo effetto sul corso della vita e dell’Essere. Inutile dire che una volta qualcosa è stato posizionato all’interno di Mímisbrunnr, una volta impostato un livello di azione, o impegnata nella memoria cosmica, non può essere annullata o modificata e diventa parte della coscienza in continua espansione e crescente dell’Essere.

 I pozzi sono un processo ciclico ed evolutivo, simile nel concetto alla svoltadell’anno – ad ogni ciclo che passa, torniamo agli stessi punti all’interno del calendario, non in un contesto statico ma in uno stato d’essere elevato o evoluto.

Come in riferimento al frammento 91 del trattato Sulla natura:

«Non si può discendere due volte nel medesimo non si può toccare due volte una sostanza mortale nel medesimo stato, ma a causa dell’impetuosità e della velocità del mutamento essa si disperde e si raccoglie, viene e va
(22 B 92 Dies kranz)

In questo frammento Eraclito sottolinea come l’uomo non possa mai fare la stessa esperienza per due volte, giacché ogni ente, nella sua realtà apparente, è sottoposto alla legge inesorabile del mutamento.

Dove vive il Logos vi è il mutamento. Dove scorrono i fiumi risiede il mutamento del costante divenire.

Un’armonia profonda che governa in modo oscuro e inconoscibile la perenne dialettica fra contrari.

In realtà dunque il wyrd è un moto di ciclo, di natura e crescita ciclica. Quindi, possiamo crescere da una condizione del passato, ma non lasciarlo mai veramente nella sua forma intera poiché rimane sempre una parte di noi.

Il wyrd è il pozzo cosmico da cui il Gap pulsa, da cui il piano regolatore dei mondi governa i destini umani.

Il mito norreno ci parla di un Universo governato da wyrd, localizzato nelle concezioni universalistiche del ciclo cosmico. Il fato è il Logos, il Logos è il wyrd, che nulla a che vedere con concetti neopagani distorti di Dea trivia o di Rune con accezioni interpretative che non giovano allo studio del mito europeo e del suo aspetto esoterico.

Örlög è legato al singolo individuo. Il destino umano relazionato ai pozzi ed alla loro catena.

Il fato dal latino fari che significa “dire” ci permette di localizzare Il wyrd nel logos del demone. Che genera il tutto che plasma l’atto creativo. Il Gigante, creatore e distruttore possiede la consapevolezza del wyrd.

Il wyrd è un meraviglioso pozzo dove il gioco di parole e percezioni di opposti si muovono nell’idea hegeliana di spirito, che nel nostro lavoro localizziamo nel fluire dei fiumi e vediamo manifesto nell’atto creativo del demone (Jötunn).

Dall’Örlög prende forma la nostra eredità, il nostro ancestrale e lo fonde con la vita che svolgi, con le tue stesse azioni e cambia. Sono  processi che interagiscono con altri aspetti sul Wyrd, il modello universale di esistenza.


Per approfondimenti: 

Laugrith Heid, La Stregoneria dei Vani, Anaelsas edizioni.

Laugrith Heid, Kindirúnar, Le Rune della Stirpe, Il Grimorio Necromantico, Anaelsas edizioni.

Laugrith Heid, Rún, i tre aspetti di una Runa, Anaelsas edizioni.

Laugrith Heid, Helvíti Svarturgaldur, Manuale pratico di Opera Necromantica Nord Europea, Anaelsas edizioni.

Laugrith Heid, Tröld*R: il Fjölkynngisbók. Magia, Stregoneria e Folk Nord Europeo, Anaelsas edizioni.


*Gli “share” senza citazione della fonte sono elemento di querela poiché si ledono gli elementi del copyright sanciti dalla legge italiana*

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