Ullr: il dio splendente

Tra le varie divinità del mondo nordico una delle principali, che riveste un ruolo d’onore, ma molto spesso lasciata in secondo piano è quella di Ullr. Secondo la mitologia e le fonti a noi pervenute, viene considerato figlio di Sif e figliastro di Thor. Nel Nord Europa, come si evince dalle fonti toponomastiche e onomastiche, si può notare una alternanza e variazione nella resa del nome in base alla zona che si va ad analizzare. Infatti secondo lo studioso S. Brink, filologo svedese e docente universitario presso l’università di Cambridge, esisteva un culto distinto in base alle regioni.

I siti prettamente legati ad Ullr si trovano nell’area della Svezia, verso Viken in Norvegia e più precisamente nella parte meridionale ed occidentale. Inoltre i nomi, come detto poc’anzi, hanno subito delle interessanti variazioni, ad esempio: Ullr in Norvegia, Ullevi in Svezia e nella zona di Uppsala Ulleraker. Tra l’altro secondo la tesi di alcuni studiosi Ullr ed Ullevi potrebbero addirittura essere due entità divine a sé stanti, gemellari, o controparti divine fortemente associate per cui non è possibile separare l’interpretazione del significato del nome.

Soffermandoci inoltre sulla radice etimologica ed approfondendo l’analisi del nome stesso, il significato di “Ullr” è controverso, si pensa che in generale possa avere la stessa radice del goth “Wulpus”, ovvero gloria e splendore; “Wuldor Gloria” ovvero gloria; “Wlite” ovvero aspetto e splendore.
Con queste ulteriori associazioni linguistiche è possibile identificare Ullr come un dio del cielo e legato all’aspetto della luce solare. Testimonianze del dio sono invece quasi totalmente assenti in Danimarca e nella Norvegia settentrionale.
Per quanto riguarda invece l’ambito in cui la divinità operava, secondo Snorri, egli era legato prettamente ad un ruolo marziale (di combattimento) e rappresentato come un giovane di bell’aspetto, abile arciere e sciatore. Altre fonti letterarie invece danno l’impressione di un ruolo legato anche al “Giurare”, tanto che Ullr rivestiva una funzione socio-giuridica e protettiva della società in epoca pre-vichinga. Troviamo testimonianza di ciò nell’Atlakviða in cui si fa riferimento ad un giuramento su di un anello votivo a nome di Ullr, pratica assai presente nella cultura nordica dell’età del ferro.

Tra l’altro presso un sito cultuale ad Ullr sono stati rinvenuti non a caso 65 anelli amuleto molto probabilmente usati come offerte votive. Tutto questo andava a rafforzare ancora di più la tesi che lui fosse una divinità enigmatica. Tanto enigmatica che addirittura il suo culto per un lasso di tempo si è sovrapposto a quello delle
divinità Aesir principali di Odino e Thor.

Tale affermazione è confermata all’interno dell’Edda, in cui si legge che Ullr sostituì Odino per dieci anni sul suo seggio mentre lui era assente, questa sostituzione può essere identificata con la prassi tipica dei Vani dello scambio.
Un altro aspetto interessante è dato da un presumibile incrocio tra culti simili legati alla figura di Tyr e Ullr; questo incrocio tra le due divinità viene rafforzato dalla ipotesi che Tyr sia una divinità evolutasi da una precedente e arcaica (che potrebbe essere per l’appunto Ullr).


Ulteriormente interessante è lo studio portato avanti da Olsen, il quale parlò di coppie di divinità che potevano riscontrarsi nei diversi toponimi, ed una di queste coppie era formata per l’appunto da Ullr e Freyr. Sempre secondo Olsen entrambe le divinità erano legate ad un comune culto della fertilità, culto principalmente incentrato sull’ Akr, ovvero la terra materna sulla quale si posano ed agiscono le due divinità.

Pur muovendosi entrambi nell’ambito della fertilità, Ullr era legato alla concimazione dell’orzo ed era rappresentazione di un cielo secco e soleggiato; Freyr invece era collegato alla concimazione dell’avena ed era rappresentazione di un cielo nuvoloso e piovoso.

Passando oltre questa associazione tra deità, è indispensabile portare all’attenzione uno splendido ed importante manufatto runico presumibilmente ritenuto collegato ad Ullr: si parla dell’Incisione runica di Böksta rinvenuta nella moderna contea di Uppsala, in cui troviamo un arciere sugli sci; questo ha fatto scalpitare gli studiosi pur non essendo del tutto confermato che la divinità associata a questa incisione possa essere veramente Ullr. 

Dopo aver analizzato quindi una figura tanto interessante quanto misterica e a volte anche troppo marginale all’interno dei racconti, delle cronache e nelle poche fonti a noi pervenute, possiamo affermare che Ullr abbia un ruolo sociale difficilmente individuabile all’interno della società scandinava, ma per quanto enigmatica la sua figura merita di essere riportata in auge e riscoperta nella sua totalità.

 

Laugrith Heid, La Stregoneria dei Vani, 2016
M. Edwards, Understanding a forgotten God: the role of Ullr
Snorri, Atlakviða in “Edda”
BRINK, Stefan. “Mythologizing Landscape. Place and Space of Cult and Myth”
John Julian Molin, Ullr A God on the Edge of Memory

Chiara Conte
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Seminarista presso l'Accademia Vanatrú Italia.

Ha scoperto l'amore per le arti occulte fin dalla tenera età, cercando di individuare sempre di più nel corso del tempo la sua vera natura. Anni dopo ha conosciuto il Vanatrú Italia, che l'ha spronata ad approfondire le sue parti più nascoste e segrete facendola innamorare sempre di più di questa nobile arte che è la Stregoneria.

Luca M. Valentini
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Seminarista presso l'Accademia Vanatrú Italia.

Ha svolto studi classici ed è appassionato di storia, mitologia e antropologia con particolare interesse per la sezione nordica, slava ed est europea.

Il primo incontro con la Stregoneria lo ha avuto in giovane età ma solo con la formazione e il culto Vanatrú ha imparato a relazionarsi correttamente e con disciplina alla materia e alla pratica.

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