L’Elder Futhark e il flusso iniziatico della conoscenza del sé

Negli ultimi tempi al riguardo delle Rune si sentono le più variegate e stravaganti teorie.

In molti ambienti neo-pagani l’Elder Futhark, ovvero il Futhark di base germanico (150-800 d.C) viene suddiviso in tre famiglie chiamate Aett – plurale Aettir, ciascuna composta da 8 rune.

Ciascuna famiglia di Rune viene poi collegata ad una divinità, e il tutto andrebbe a comporre un percorso iniziatico/ di crescita spirituale.

Al riguardo di questa teoria e pratica davvero diffusa su vari siti, blog e ambienti neo-pagani, però, non vi è nessuna fonte al riguardo; e ad essere specifici, in quasi tutti i siti che trattano di questa pratica non vengono specificate le fonti dalle quale si trae la suddivisione e l’accostamento alle divinità; ma piuttosto si limitano a descriverle come dato di fatto.

Possiamo trovare una suddivisione in tre parti dell’Elder Futhark nei bratteati di Valdstena/Motala. Ma questo reperto non ci attesta che fosse diffuso l’uso di suddividere il Futhark in tre famiglie. Piuttosto questa pratica sarebbe recente, dagli anni ‘80 in poi.

Infatti gli altri reperti del periodo che vanno a delineare il Futhark Antico, che ricordiamo essere la forma più antica degli alfabeti runici a noi rivelati, come la pietra di Kylver, il bratteato del Grumpan,  ecc., non riportano suddivisioni delle sequenze runiche.

Come ampiamente descritto in uno dei nostri ultimi articoli, la Runa è simbolo e archetipo di istanze innate e primordiali.

Sono suono che diventa sogno, simbolo, poiché non esprimibile, archetipo in quanto “archè” originario, impersonali, innate, ereditarie.”
(La Stregoneria dei Vani, Laugrith Heid).

Già da questi concetti brevemente riassunti si può comprendere quanto potenti siano le Rune e quanto centrali e fondamentali siano state per i nostri Antenati e per le loro pratiche di culto.

Infatti prima di divenire scrittura pubblica, le rune sono state usate per le pratiche stregoniche.

Le cosiddette protorune sono simboli atti alla comunicazione sciamanica, esse originano le Rune così come le conosciamo oggi. Quando ci troviamo davanti una runa dobbiamo ricordare l’origine, ricordare che la Runa è simbolo, matrice arcaica, mistero, e non mera sequenza lineare e alfabetica.

La runa è “il seme che si sviluppa all’interno del Ginur, sgorga attraverso il sangue di Ymir e feconda il ventre oscuro e potente della sola Signora che accolse la natura trivalente dell’arcaicità.

Nella visione del Vanatrù Italia, grazie all’utilizzo di antichissime tecniche sciamaniche della tradizione Baltica/Finnica, le Rune possono essere il mezzo tramite il quale si accede ai nostri mondi interiori e ci si collega alle realtà parallele. Attraverso il sistema dell’Elder Futhark si traccia un flusso iniziatico di forma serpentina, dove ogni Runa muta la coscienza che abbiamo di ogni cosa e dei processi stessi, un flusso che è rigenerativo e iniziatico. Questo processo e le sequenze runiche che lo determinano vengono ampiamente descritte nel primo libro.

Già da queste semplici tracce, che vogliono essere spunto per chi si affianca al mondo della Stregoneria e del culto della nostra Europa, si può comprendere come la ricerca, accompagnata da fonti attestate, è il mezzo a disposizione per riportare alla luce ciò che per secoli è stato occultato dalle religioni abramitiche o rimodellato dalle correnti Neopagane. Dunque precisare, sfatare, portare chiarezza nei contesti dove regna l’autoreferenzialità non è un attacco ai nuovi movimenti pagani ma una difesa della memoria di ciò che era.

La stregoneria è disciplina, dedizione e sacrificio, il tutto accompagnato da saldi principi o virtù, come il coraggio, per continuare oltre le difficoltà, e oltre le paure, per percorrere il sentiero un tempo battuto dai nostri antenati, quel sentiero che oggi Loro possono ancora ripercorrere attraverso di noi.

In conclusione la divisione del Futhark in Aett e la conseguente associazione a divinità e qualità spirituali non ha alcuna attestazione archeologica. Il movimento runico è serpentino, un flusso misterico della conoscenza del sé.

Per addentrarsi in modo sistemico e accademico alle Rune e al loro studio entrate in Accademia con i seguenti corsi mensili:

 

Arianna Bignardi
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Seminarista presso l'Accademia Vanatrú Italia.

Laureata in Scienze della Comunicazione, attratta fin dall'adolescenza dalla sociologia, dall'antropologia e dalla filosofia. È approdata al Vanatrú Italia alla ricerca di un percorso stregonico e un culto avvalorato da fonti; con l'A.V.I ha la possibilità di studiare e immergersi nel paganesimo e nelle pratiche stregoniche del Nord Europa, nonché di apprendere la disciplina necessaria volta allo sviluppo del sé stregonico.

Emanuela Di Cecco
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Seminarista dell'Accademia Vanatrú Italia.

Affascinata fin da subito dall'amore per la ricerca che volge all'innovazione e all'equilibrio con la pratica stregonica. Riscopre sé e le sue radici attraverso il recupero del paganesimo europeo affrontato nei corsi dell'A.V.I.

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